I miei 90

4 giugno 2009
Sarò un nostalgico sentimentalista, sarò un banale omino memore dei tempi del suo divertimento, sarò soltanto un perenne innamorato di quegli splendidi anni ma, credetemi, mi mancano moltissimo i miei anni 90!

Mi manca la musica di quegli anni… oggi sostengo di non saper ballare ma la verità è che dopo aver mosso il bacino sulle note di “The Rhythm is a dancer” degli Snap difficilmente potrò apprezzare la musica da ballo di oggi. Brani dance come quelli di Gala o della prima Alexia o i forsennati tempi di “Blue da ba dee” credo non verranno più… e mi mancano!

Mi manca la televisione di quegli anni… mi manca Supercar, mi manca il film stile Cocoon, mi mancano K.i.t.t. e così anche Bayside School. Vorrei avere avuto i miei vent’anni in quei tempi… nei giorni in cui un mio concittadino, un palermitano, faceva sognare tutta l’Italia in notti magiche inseguendo il sogno in una calda estate italiana (na na na). Quello Schillaci ancora privo di exploit come quelli cui abbiamo assistito su una sedicente isola di famosi… uno Schillaci che quando esultava quasi piangeva, quando ogni goal era più un colpo letale inferto all’avversario di sempre, qualunque fosse la squadra con cui giocavamo.

Mi manca “Mai dire gol” quando c’erano Aldo, Giovanni e Giacomo… mi manca il Conte Uguccione, mi manca il Festivalbar quand’era L’evento, mi manca Nonsolomoda sulle note di Renè Aubry e la sua “Magda”. Mi mancano le dream car di quegli anni… anni esagerati in cui ogni casa automobilistica aveva un bolide da oltre 300 Km/h e in cui a scuola si andava con le Tod’s!

Già… mi manca persino la moda dalle grandi mantelle femminili e dai collant scuri che tanto mi lasciavano sognare, mi manca il costume intero come alternativa elegante al “dozzinal-bikini”, mi mancano i fighetti con i Rayban d’ordinanza e mi manca tutto quell’estro che in quegli anni tanto mi faceva sognare di diventar grande per poterlo ripetere.

Mi manca la pubblicità della Coca Cola che incarnava il sogno americano… mai tanto acceso quanto in quegli anni in cui ogni panettone (ah già… mi manca la Ferrari che il Melegatti sorteggiava a fine anno!), ogni prodotto cosmetico, ogni marchio offriva come viaggio premio ad ogni scusa. Un’America forse più brutale di quella di oggi ma ancora vista come irraggiungibile e con un dollaro dalla potenza inarrestabile! Mi manca uno spot, più di tutti… una barca a vela che solca veloce un oceano tempestoso sulle note di “Struggle for pleasure” di Wim Mertens… il più bello spot che ricordi, quello della Merit Cup. 

Mi manca respirare quell’aria diversa, probabilmente era l’aria di un ragazzo che non vantava nessun problema e si dedicava solo allo “sballo”…ma in fondo che ci vogliamo fare, i tempi passano e tutto cambia…ma questo è un altro discorso.

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Le scogliere di Moher

4 giugno 2009


La mia terra

4 giugno 2009
Ne ho fatti di viaggi. Ne ho soddisfatti di sogni. Ne ho visti di posti dall’incredibile bellezza. Ho visto paesaggi freddi e dall’inequivocabile bellezza eppure nessun posto mi è rimasto dentro come l’Irlanda.

Senza per forza ricorrere al tuffo in mare delle scogliere di Moher in cui a colpire è l’irruente bellezza, lo sconfinato spazio di terra che si lancia sul mare e la “voce” che il vento crea urtando le rocce e salendo su tra le più gole che queste formano mi basta ricordare i caldi pub dublinesi in cui il caldo delle pareti in legno si sposa con i litri di “nettare divino” che spillano come fosse acqua. La memoria delle orchestre cittadine nella città di Galway la tengo stretta nella mia mente e così anche l’immensa e strepitosa campagna irlandese. Un verde che così intenso ed “umido” (nel senso di carico di acqua, di vita!) non l’avevo mai visto… e poi il cielo… il cielo irlandese è qualcosa di irraggiungibile persino per la fantasia. Un enorme tetto che sembra a pochi passi, appare quasi tangibile eppure così grande da far da soffitto per tutti. Ogni angolo svela un posto nuovo, una nuova isola da scoprire, un bosco rubato a qualche film o una piccola leggenda che fa la ricchezza di un piccolo paesino.
E poi la musica… la musica irlandese… quell’arpa e quei violini pizzicati o a lungo stimolati.
Ma è bella così, lei. L’Irlanda è bella per chi se la vive dentro e per chi ha bisogno di profonde variazioni cromatiche per provar sentimenti. L’Irlanda è la terra di chi ancora ha molto da sognare o di chi invece ha smesso di farlo e vuol tornare a vivere.

Una terra fantastica dove tornerò e dove potrei anche vivere o quantomeno mantenere il desiderio Io al parcodi farlo.Cliffs of Moher

Inner life

4 giugno 2009
Si. Sono le piccole cose e le conseguenze. Poi ci sono le coincidenze. Poi ancora le persone ed i ricordi di e con queste ultime. Bene o male ho riassunto la mia vita.
 
Le piccole cose sono un colore pastello che mi prenda, un bavero di una giacca di cui osservo la cucitura, uno di quei suoni che solo le donne sanno fare durante la notte, nel sonno, mentre muovono un braccio sul tuo petto.
Le conseguenze sono un po’ più drammatiche. Ma non per forza. Poi… si, poi ciò che adoro proprio, le coincidenze. Sono così casuali, così improbabili… Sono i fatti che, in questa vita, pur morendo dentro una definizione, una parola, continuano a farci riflettere, filosofeggiare, cercare un perché più nascosto. Le coincidenze; quelle uniche che ci fanno pensare che un qualcosa di già scritto esista. Possono risultare intriganti o frustranti. Dipende tutto da come le vogliamo vedere e da quanta forza di volontà riusciamo a mantenere in stato cosciente.
 
Le persone non occorre nè nominarle nè ricordarle qua. Sono l’anima del mio essere.
I ricordi sono… beh, non so di preciso cosa siano i ricordi. Però ci sono e, sotto questo nome comune, ognuno di noi riesce a dar sapore alla propria vita. Eh già, spesso i ricordi sono la ricetta della vita che avremo. O forse è così solo per me. Plausibile. Plausibile, accettabile e comprensibile.
 
Adesso però è tardi… ma questo post l’avevo tra le dita ed era per me importante fermarlo quanto prima. Credo possa essere la base per tante nuove “scritte”.
Buonanotte.